Last Shout - Posted by: admin - Friday, 31 July 2009 11:44
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sabato manifestazione in sostegno di ZetaLAb

Sabato ore 16,00 – Manifestazione per una città libera, antirazzista, solidale

zetaNonostante lo sgombero il Laboratorio Zeta va ben oltre le sue pareti: in nove anni di storia lo Zeta ha restituito uno spazio pubblico nel quale la dimensione locale e le dinamiche globali sono state raccontate ed intrecciate in un unico vissuto che ci ha permesso di vivere meglio una Palermo in cui la cultura, gli spazi di socialità e scambio sono sempre più ristetti e relegati alla sfera del privato.

In una città che tende al silenzio, che preferisce nascondere i conflitti anziché affrontarli, che garantisce solo le clientele e le connivenze, noi rivendichiamo il peso e l’importanza di case vere per tutti, di luoghi di accoglienza laici e orizzontali, di spazi di aggregazione liberi e autogestiti.

In una città che ammutolisce ogni giorno di più, noi rivendichiamo la nostra storia.
SABATO 23 GENNAIO 2010
MANIFESTAZIONE
PER UNA CITTA’ LIBERA, ANTIRAZZISTA,
SOLIDALE CON SE’ STESSA

concentramento ore 16 al Laboratorio Zeta/presidio permanente, via A.Boito 7


by faber, Saturday, 23 January 2010 07:54 Comments(0), Read all
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ultima settimana

Nessuna soluzione per lo Zeta e per i 32 rifugiati. La proposta dell’Amministrazione solo una Bufala!

Vergognosamente l’individuazione di un locale da destinare all’accoglienza dei sudanesi era  soltanto un’operazione mediatica dell’amministrazione che ancora una volta dimostra la propria inadeguatezza e inaffidabilità.

Oggi, una volta giunta sul posto per il sopralluogo, la delegazione dei manifestanti e dei sudanesi ha trovato davanti ai propri occhi solo il degrado di un luogo abbandonato, in scarse condizioni igieniche e con urgente necessità di inteventi manutenzione ordinaria e straordinaria per l’ammontare di alcune centinaia di migliaia di euro. Un posto malconcio e insalubre!

Impossibilitati, di fatto, trasferirsi (se non dopo lavori di mesi) i ragazzi dello Zeta per la terza notte vedono prospettarsi ancora freddo, gelo e sofferenza sui marciapiedi di quella che fino a poche ore fa era ancora casa loro, l’unica certezza in questa terra di Sicilia.

Chiediamo immediatamente l’intervento della Prefettura a tutela dei diritti umani e civili di cui anche le Nazioni Unite ieri si sono interessate inviando la propria delegazione.

Così non si fa altro che fomentare la disperazione e la rabbia.

Non si può parlare di legalità se non si è in grado di praticarla garantendo i diritti fondamentali.

E’ proprio da questa colpevole incapacità che deriva l’autorganizzazione dei disperati di Palermo che provvedono da sè ai propri bisogni.

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Sui tetti del Laboratorio Zeta per bloccare lo sgombero

20100119_sgombero_zetaStamattina in via Boito, davanti al Laboratorio Zeta si è presentata la polizia, tentando uno sgombero.

Da stamattina rimaniamo sul tetto, per protestare contro questa presa di posizione insensata.

Il Laboratorio Zeta rappresenta un simbolo di come l’azione sociale si sostituisca in questa città all’amministrazione: i locali di via Boito, erano destinati a diventare un asilo, ma sono rimasti nel più assoluto degrado e inutilizzo, fino alla nascita del Laboratorio Zeta. Che fra l’altro, viene tacitamente riconosciuto dall’amministrazione, visto che risulta intestatario di un contratto AMAP e riceve regolarmente le bollette!!

Negli anni è diventato un luogo di accoglienza, aggregazione e integrazione, non solo per il quartiere, ma per l’intera città. Ha accolto nei suoi locali 32 rifugiati politici sudanesi, che rischiano adesso di trovarsi senza un tetto.

E’ una vergogna che dopo anni di lavoro difficoltoso e senza strumenti per creare una reale integrazione attraverso attività didattiche e culturali, si voglia sgomberare questo luogo!!

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Approvata la nostra mozione per istituire la Consulta dei migranti, i consiglieri aggiunti e l’Ufficio della Pace

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Autore anonimo. Attribuita anche a Bertolt Brecht)
Consigliere proponente:Fabrizio Ferrandelli

MOZIONE
Oggetto: Impegno per l’approvazione del Programma Comunale per l’Immigrazione, per l’istituzione: dell’Osservatorio sull’Immigrazione, della Consulta dei Migranti, dei Consiglieri comunali Aggiunti in rappresentanza delle diverse comunità etniche residenti in Palermo e per la traduzione delle normative comunali nelle lingue delle diverse comunità etniche residenti nel territorio comunale.
Mandato al Presidente del Consiglio comunale per l’istituzione dell’Ufficio per la Pace.

Palermo città per la Pace, 10 dicembre 2008

Preambolo
Ognuno di noi non sceglie dove nascere ma ha il diritto di scegliere dove vivere. I diritti umani e civili e i conseguenti doveri seguono la persona e non viceversa. Nessuno è straniero sulla terra.

Il Consiglio Comunale di Palermo-città per la Pace

Visto
o i rapporti ONU;
Denuncia che
o 852 MILIONI DI PERSONE SOFFRONO LA FAME;
o UN MILIARDO E 100 MILA ESSERI UMANI NON HANNO ACCESO A FONTI DI ACQUA POTABILE E OGNI ANNO PER QUESTO DIRITTO NEGATO MUOIONO 8 MILIONI PERSONE;
o CON I SOLDI CHE SI SPENDONO OGNI GIORNO NELLA GUERRA IN IRAQ, SI POTREBERO VACCINARE TUTTI I BAMBINI DEI PAESI POVERI, SALVANDOLI DA MALATTIE ENDEMICHE E DALLA MORTE;
o CIRCA UN MILIARDO DI PERSONE IGNORA CHE COSA SIA L’ASSISTENZA MEDICA;
o UN MILIARDO DI PERSONE NON HA ENERGIA ELETTRICA;
o UN MILIARDO DI PERSONE SONO ANALFABETA;
o OGNI ANNO 15 MILIONI DI PERSONE VENGONO UCCISE DA MALATTIE INFETTIVE: IL 97% NEI PAESI DEL SUD DEL MONDO;
o il ricco occidente spende ogni anno 1.000 miliardi di dollari in armi (di cui: USA 450 miliardi di dollari – Gran Bretagna 47 miliardi – Francia 46 – Giappone 42 – Cina 35 – Germania 33 – Italia 28 – Russia 19 – Arabia Saudita 18 – Canada 11 – vedi allegato 2): per gli economisti basterebbe utilizzare il 5% di questi fondi spesi in armi per combattere davvero POVERTÀ, DENUTRIZIONE,AIDS;
o le 220 persone più facoltose del pianeta possiedono beni e ricchezze che superano il reddito di 2 miliardi e mezzo di persone;
o 3 miliardi di persone si trovano a vivere con l’equivalente di due dollari al giorno;
o una mucca europea riceve l’equivalente di finanziamento pubblico pari a 5 dollari al giorno;
o le risorse della Terra, insieme alle attuali tecnologie, sono più che sufficienti per rendere dignitosamente vivibile l’esistenza di tutti e quindi lo stato di disuguaglianza esistente non è dovuto alla carenza di risorse e mezzi, ma è determinato da precise scelte politiche;
o delle migliaia di miliardi di dollari che vengono movimentati ogni giorno nel mondo, solo il 5% riguarda scambi commerciali o transazioni economiche reali, il 95 % è impiegato in speculazioni e arbitraggi, nell’immenso gioco di fluttuazioni dei cambi e di speculazioni sui differenziali dei tassi di interesse, il denaro viene impiegato per moltiplicare denaro con cui fare altri soldi, strozzando l’economia reale e impedendo l’equa ripartizione delle risorse e delle ricchezze del mondo;

dichiara che
l’attuale crisi economica e finanziaria per quanto denunciato non è una eventualità, ma è espressione di un modo di produzione che impedisce l’equa ripartizione delle risorse e delle ricchezze fra tutti gli esseri umani;

Ritiene che
o i grandi flussi immigratori non sono quindi una fatalità, sono la conseguenza – come denunciato – di un mondo ingiusto, di politiche incapaci di dare a tutti dignità, speranza, futuro;
o nessuno abbandona volentieri la sua terra, i suoi affetti, le sue radici, lo fa se ha come alternativa la miseria, la guerra, la morte;
o che dietro l’etichetta di clandestini ci sono persone che lavorano duramente nelle nostre case, nelle nostre fabbriche e nei nostri cantieri quasi sempre in condizioni di supersfruttamento, e sempre più frequentemente in condizioni di schiavitù, rese possibili dalla loro condizione di invisibilità e illegalità;
o l’attuale legislazione ha incentivato la clandestinità e il lavoro nero, consegnando tanti uomini e donne al caporalato e alle mafie;

dichiara che
o l’illegalità maggiore non è di chi – a causa di una legislazione sbagliata – ha solo la colpa di non aver i documenti in regola, ma è di chi approfitta di una legge sbagliata per violare i diritti più elementari;
o negare diritti fondamentali anche a un solo uomo è come negarli a tutti perché è solo la loro universalità a renderli concreti ed operanti;

Considera necessaria
la costruzione di nuovi luoghi “politico-sociali” che possano esprimere nuove categorie analitiche per meglio comprendere il ruolo e le funzioni delle città e degli organi che le rappresentano e le governano anche rispetto al fenomeno immigratorio, cercando attraverso approssimazioni successive non l’unità, ma la molteplicità, non la sintesi che non ospiti varianti, ma ragioni diverse per raggiungere lo stesso fine.

Il Consiglio comunalesi impegna a deliberare entro 45 giorni dall’adozione della presente

Il Programma comunale integrato per l’immigrazione, uno strumento per definire gli indirizzi e gli interventi idonei a perseguire gli obiettivi dell’integrazione/inclusione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati residenti nel territorio comunale.


Il Consiglio comunale
dà mandato al Presidente del Consiglio comunale di istituire entro 10 giorni dall’adozione del presente provvedimento l’Ufficio per la Pace composto dall’Ufficio di Presidenza e da un consigliere per ciascun gruppo consiliare;

 

dà mandato alla Segreteria Generale e all’Ufficio di Staff del Consiglio comunale di predisporre entro 30 giorni una proposta di deliberazione relativa all’istituzione e all’articolazione dei seguenti strumenti:

1. della Consulta dei Migranti,
2. dell’Osservatorio comunale sull’immigrazione;
3. dei Consiglieri Comunali aggiunti in rappresentanze delle comunità straniere residente nel territorio comunale.Per quanto considerato necessario in premessa il Consiglio comunale impegna il Presidente del Consiglio comunale

a convocare entro 20 giorni dall’adozione della presente mozione, una seduta di Consiglio comunale invitando i rappresentanti delle diverse comunità residenti nel territorio comunale, i soggetti sociali impegnati nell’accoglienza dei migranti per dare inizio alla costruzione di nuovi luoghi politico-sociali.

Il Consiglio comunale  impegna il Sindaco, la Giunta e gli Uffici competenti
ad adottare tutti i provvedimenti per realizzare – colmando finalmente una grave inadempienza civica – la traduzione delle norme comunali nelle lingue delle diverse comunità etniche residenti nel territorio comunale;

Il Consiglio comunale invita Il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Governo e il Parlamento della Repubblica Italiana a:

o modificare l’attuale legislazione sull’immigrazione e per dotare gli enti locali di strumenti giuridici ed economici per realizzare una vera politica di inclusione sociale nel rispetto dei diritti umani, delle diversità e nel rispetto dei valori democratici della nostra Carta Costituzionale; introdurre rispetto all’acquisizione del diritto di cittadinanza accanto allo ius sanguinis anche lo ius soli finalmente liberato da tutte le limitazioni vigenti;
o estendere ai lavoratori migranti – costretti a lavorare in nero – che denunciano i caporali e/o i datori di lavoro, le misure previste a favore delle prostitute extracomunitarie che denunciano i loro sfruttatori.

 

Il Consiglio comunale invita Il Presidente, il Governo e il Parlamento della Regione Siciliana ad approvare – seguendo l’esempio di altre amministrazioni regionali più virtuose – una legge regionale per dotare la nostra regione, che si fregia di essere “CAPITALE del MEDITERRANEO”, e gli enti locali di tutti gli strumenti giuridici ed economici necessari – data la dimensione e la dinamica del fenomeno immigratorio nella nostra terra – per costruire con tutte le realtà etniche, sociali e politiche presenti nel territorio una via “siciliana”, mediterranea all’inclusione sociale.

Palermo-città per la Pace, 10 dicembre 2008

Il consigliere
Fabrizio Ferrandelli

approvata in aula IL 14 GENNAIO 2009 dopo testarda battaglia

mozione_migranti
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Italia dei Valori a fianco dei lavoratori di Termini Imerese

termini

Non può essere ignorato il grave danno sociale che deriverebbe dalla chiusura dello stabilimento FIAT a Termini.

Per questo IdV si schiera a fianco dei lavoratori, e sottopone a FIAT due proposte. Le  ipotesi restano due: se FIAT rimane deve mantenere i livelli occupazionali, confermare il nuovo piano industriale annunciato nel 2008, ad oggi disatteso; se FIAT va via deve dire quale sostegno intende dare ai lavoratori, cede simbolicamente al prezzo di 1 euro tutti gli impianti, immobili e terreni alla Regione Siciliana.

 

http://ferrandelli.it/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Proposte di IdV per la Fiat (21.95KB)
added: 14/01/2010
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by faber, Thursday, 21 January 2010 22:51 Comments(0), Read all
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Regolamento Cultura comune di Palermo

Aggiornamenti sul regolamento cultura – se ne discute in consiglio comunale giovedi 14 gennaio

Giovedì 14 gennaio 2010 in Consiglio Comunale si discuterà finalmente del Regolamento delle attività culturali.
La trattazione del tema della cultura e del regolamento sulle attività culturali ha visto nel corso del 2009 un intenso scambio di idee e proposte tra la Cgil artisti, i consiglieri comunali di IdV e del centro sinistra e gli artisti ed operatori culturali della città.
Il confronto democratico sul tema ha dato frutto a diversi emendamenti al  Regolamento delle attività culturali proposto dall’Amministrazione (di seguito potete scaricare il testo con la proposta dell’amministrazione da un lato e di fianco quella emendata da noi di IdV a seguito delle proposte nate durante le assemblee).
assemblea-cittadina_regolamento-attivita-culturali
Il 4 gennaio 2010 è stata organizzata nell’aula consiliare del Comune di Palermo un’altra assemblea, da considerare come tentativo di avanzamento del dialogo in merito e per questo vi chiediamo di perdonare le evidenti difficoltà organizzative e di articolazione del processo.
L’assemblea ha però avuto nonostante tutto il grande merito di riaprire il dibattito con artisti ed operatori culturali ed esponenti di IdV sul tema della cultura a palermo  che sembrava essersi interrotto.
Seguiranno incontri più organizzati e strutturati per determinare insieme altre tappe del duro lavoro di rivalutazione del territorio con l’individuazione di punti all’ordine del giorno concreti e con la costituzione di gruppi tematici (teatro, musica, scultura, arti figurative ecc.)
Intanto nella discussione del  Regolamento delle attività culturali durante i lavori del Consiglio Comunale di giovedì noi di IdV abbiamo voluto da subito trovare un primo punto di concretezza a questo stimolante e costruttivo percorso.
Fabrizio Ferrandelli
Capogruppo IdV
Comune di Palermo 
http://ferrandelli.it/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif download: Regolamento delle Attività Culturali con modifiche a fronte (497.50KB)
added: 11/01/2010
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by faber, Monday, 11 January 2010 19:58 Comments(0), Read all
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le ultime battaglie del 2009

AMIA e GESIP ieri notte in Consiglio: ennesimo atto di responsabilità di IdV

Stanotte un altro atto di responsabilità nei confronti della città da parte dei consiglieri di Idv, ma adesso l’amministrazione vada veramente a casa.

Ormai è sempre più la norma, sempre più strutturale che il Consiglio Comunale, almeno quella parte sana e consapevole dei processi rappresentata dal centro sinistra, si sostituisca all’azione dell’Amministrazione garantendo prospettiva e serenità alla città.

Questo si è verificato ieri notte in aula durante la trattazione della delibera Gesip.
La giunta aveva presentato in aula una delibera che se approvata, avrebbe portato al rinnovo gli stessi patti e condizioni della convenzione GESIP, causando nei fatti la riduzione del 20% dei salari
di dipendenti già troppo a lungo vessati e mortificati.

E quando parliamo dei dipendenti di GESIP non pensiamo allo skipper del Sindaco ma pensiamo a quella parte sana che in GESIP ha trovato quell’occasione di riscatto sociale che altrimenti non avrebbe mai avuto.

Così l’emendamento voluto dal centro sinistra oltre a garantire il rinnovo per 4 mesi dela convenzione, delinea il processo attraverso il quale, con tappe ben scadenzate nei mesi, si riorganizzi il piano societario verso la costituzione ad aprile di due uniche società tra le aziende ex municipalizzte che gestiranno in housing, quindi con grande tutele dei livelli occupazionali, i servizi del Comune di Palermo.

Un emendamento lodato dai lavoratori e dalle forze sindacali che li rappresentano.

In più la possibilità di aver affidati i progetti a verde da realizzare con i fondi CIPE per un importo di 10 milioni di euro offre una vera boccata d’ossigeno durante questi mesi di riorganizzazione.

Tutto questo garantendo i livelli occupazionali e salariali.

Uguale posizione di responsabilità abbiamo tenuto durante la trattazione della delibera di ricapitalizzaione di AMIA.

Sebbene le nostre proposte fossero diversamente articolate, bene definite nel merito e nelle modalità, l’ostruzionismo dell’amministrazione non ne ha consentito la trattazione.
Un’irrigidimento di posizioni avrebbe soltanto consentito di non potersi presentare dinnanzi al Tibunale fallimentare con prospettive di un possibile risanamento.

In realtà, il gruppo IdV, considerando che le condizioni di un possibile risanamento dell’AMIA sono state dettate dalle battaglie del centrosinistra durante questi mesi in cui abbiamo imposto tagli agli sprechi, riduzione delle perdite senza ulteriori versamenti di contributi TARSU e moralizzazione e controllo delle spese interne ed esterne, ha voluto dare ugualmente una chance all’azienda e ai lavoratori.

Così abbiamo preferito astenerci, sebbene in forte critica e contrapposizione, sul complesso della delibera presentata dall’amministrazione così da consentirne l’approvazione.
Tutto questo solo dopo aver determianto le condizioni, con emendamenti mirati, attraverso i quali le nuove somme, sia liquide sia azionarie, vengano rese disponibili soltanto ad esito positivo di risanamento del tribunale fallimentare così da non consentirne un’aggressione di ventuali creditori.

Ma adesso a maggior ragione dopo il voto di quest’ultima delibera, che non ha visto in aula nemmeno la presenza del Capogruppo del Pdl e del Presidente della Commissione Aziende, chiediamo più che mai coerenza a chi sta dalla parte di miseri interessi personali e pretendiamo a gran voce le dimissioni in massa e la consegna questa città, tremite nuove votazioni, a chi realmente la ama e vuole governarla.

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Bloccato il cenone di Capodanno al Massimo!!

La soprintendenza ha dato parere negativo!!!

Un’altra vittoria della città, contro questa amministrazione che vorrebbe fare un uso privatistico dei beni comuni.

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Il Consiglio prima approvi le nostre proposte per restituire immediatamente il mal tolto e per rispettare la sentenza e subito dopo sfiduci Cammarata

 

Sono già all’ordine del giorno del Consiglio le proposte di IDV, che uniformandosi all’impianto della sentenza del TAR e difendendo le ragioni dei contribuenti palermitani servono per:

- quantificare e pagare direttamente entro 30 giorni, il rimborso della TARSU, evitando quindi la necessità per i contribuenti di presentare l’istanza di rimborso.

- adottare tutti i provvedimenti necessari affinché contabilmente siano registrati gli effetti dei rimborsi relativi al 2006, e la dubbia esigibilità riguardo ai residui attivi relativi al 2007 e 2008 del tributo in argomento

- azzerare l’aumento deciso dalla Giunta comunale con la deliberazione n. 165/2006, confermando l’impianto tariffario precedente e adottato dal Consiglio comunale con la deliberazione n. 41 del 2002.

Solo un potere autoreferenziale approva un atto amministrativo discutibile e comunque scorretto dal punto di vista politico per sottrarsi agli effetti di una sentenza.

 

Il Gruppo IDV invita il Consiglio ad approvare queste proposte per restituire ai cittadini il mal tolto e per rispettare le sentenza del POPOLO ITALIANO. E, invita, ancora una volta, i consiglieri a sfiduciare Cammarata per restituire la dignità ai Palermitani.

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DIFFIDIAMO IL SINDACO: NO AL CENONE DI CAPODANNO AL TEATRO MASSIMO!

teatromassimo_sindaco_fabrizio

Di seguito il testo della diffida presentata dal gruppo consiliare IdV per dire no all’uso improprio e privatistico di uno dei più importanti simboli della nostra città!


Al Sovrintendente del Teatro Massimo
Antonio Cognata

Al Presidente del Teatro Massimo
Sindaco di Palermo Diego Cammarata

Al Direttore artistico
Lorenzo Mariani

Al Vice Presidente del Teatro Massimo
Giuseppe Dell’Aira

Ai Consiglieri d’amministrazione del Teatro Massimo
Sebastiano Bavetta
Ester Bonafede
Antonio Cognata
Giuseppe Ferrauto
Renato Scalia

Alla Commissione Cultura al Senato
Fax 06 67063600

Al Vice Sindaco di Palermo
Francesco Scoma

Alla Corte dei Conti

All’Assessore alla Cultura
Al Presidente del Consiglio comunale
Al Vicepresidente del Consiglio comunale
Al Vicepresidente del Consiglio comunale
Ai Consiglieri comunali tutti

Prot. 457 del 15 /12/2009

Oggetto: “Quest’anno a Palermo il 2010 si festeggia al Teatro Massimo”. Diffida

Premesso
che in data 01/12/2009 un comunicato stampa del Teatro Massimo pubblicato sulla stampa e sul sito ufficiale del teatro stesso, segnala alla cittadinanza che “Quest’anno a Palermo il 2010 si festeggia al Teatro Massimo”

che il comunicato di cui sopra spiega dettagliatamente il programma della serata specificando la scaletta di svolgimento, l’allestimento, la logistica, il catering e la musica confermando che la “notte di San Silvestro” si svolgerà secondo l’iter tradizionale che prevede cenone, tavole imbandite e festa da ballo a seguire, all’interno della sala principale del teatro e dei palchi di tutti gli ordini

che il comunicato di cui sopra porta ad esempio di eguale evento ed organizzazione i teatri europei della Staatsoper di Vienna, quello della Opernhaus di Zurigo e la Fenice di Venezia

che la trasformazione del Teatro Massimo, seppur per una notte, da tempio della cultura e dell’arte in ristorante – night club traduce un uso improprio della struttura in termini culturali, strutturali che economici.

Evidenziando
Che
risulta falsa e manipolativa l’informazione che vede l’organizzazione della Notte di San Silvestro, secondo quello che vorrebbe essere il modello palermitano, all’interno dei grandi teatri europei citati nel comunicato informativo e pubblicati su stampa e sito ufficiale del Teatro Massimo.
Da ricerche e consultazioni, infatti, nessun cenone (seppur di Capodanno) né feste da ballo vengono realizzate nelle sale dei teatri europei citati come esempio.

Che i grandi teatri europei citati, luoghi di cultura e arte, realizzano il primo dell’anno un concerto di musica classica e non banchetti e feste da ballo nelle sale dei loro prestigiosi teatri

che l’imbarbarimento culturale che ha investito questa città negli ultimi anni si auspicava non arrivasse a profanare anche il Teatro Massimo, tempio di cultura e arte, la cui riapertura avvenuta nel 1997, costata fatica in termini di impegno economico e di energia ad un’amministrazione sensibile e attenta a proteggere i propri patrimoni culturali e artistici, le ha garantito riconoscimento culturale e visibilità a livello mondiale grazie alla scelta ed al mantenimento di alte programmazioni culturali e artistiche.

Considerato
che
il passaggio del Teatro Massimo da Ente lirico a Fondazione non garantisce autonomia di gestione al suo Sovrintendente né tantomeno al suo Presidente individuato ai sensi dell’art. 11 del Dlgs 367/96 nel Sindaco di Palermo fin tanto che non subentri la partecipazione di soggetti privati alla fondazione. Il Teatro Massimo rimane quindi di fatto Fondazione la cui gestione dipende da personalità giuridiche pubbliche

che di fatto la Fondazione Teatro Massimo non utilizza fondi privati ma fondi pubblici provenienti dai bilanci comunali.

Che l’uso improprio e barbarico del teatro come ristorante e nightclub mortifica il luogo stesso deturpandone storia, anima e tradizione ed effettuando l’ennesima trasformazione della cultura in commercio

Che l’uso improprio e barbarico del teatro come ristorante e nightclub vizia il mercato della ristorazione “scippando” di fatto il lavoro e la possibilità di guadagno agli esercenti del settore già vessati dalla crisi economica in cui versa il paese tutto e dalle tassazioni folli e riparatorie di danni altrui a loro applicate dall’amministrazione locale attuale.

Conseguentemente

Si diffidano
il Sovrintendente ed il Sindaco,
nella qualità di Presidente del Teatro Massimo, dall’utilizzare il Teatro Massimo per scopi diversi da quelli istituzionali.

Si diffidano il Sovrintendente ed il Sindaco, nella qualità di Presidente del Teatro Massimo, dal realizzare la “Notte di San Silvestro 2010” all’interno delle sale del Teatro Massimo

Si diffidano il Sovrintendente ed il Sindaco, nella qualità di Presidente del Teatro Massimo, dal procedere a qualunque forma di smantellamento e/o smontaggio della platea del teatro.

Si diffidano il Sovrintendente ed il Sindaco, nella qualità di Presidente del Teatro Massimo, dal procedere alla vendita dei biglietti per la Notte di San Silvestro 2010.

Si invitano il Sovrintendente ed il Sindaco, nella qualità di Presidente del Teatro Massimo alla restituzione dei proventi già introitati dalla Fondazione provenienti dalla vendita dei biglietti per la Notte di San Silvestro 2010.

Per il Gruppo Consiliare Italia dei Valori

Il Capogruppo
Consigliere Comunale
Fabrizio Ferrandelli

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Il nostro piano programmatico unica proposta concreta. Bene apertura da altre parti politiche

Il piano programmatico presentato il 16 dicembre alla stampa da IdV e dal gruppo consiliare AltraStoria, è l’unica proposta concreta, allo stato attuale, che permetterà di salvaguardare aziende, lavoratori e di ridare luce ad una città purtroppo spenta.

All’interno della nostra proposta abbiamo analizzato diverse soluzioni che danno reali, concrete ed immediate risposte. Per quanto riguarda AMIA, si potrebbe sospendere per un anno il pagamento degli oneri riflessi per poi rateizzarli in cinque anni, ciò permetterebbe un risparmio del 40 % sul costo del lavoro con un notevole boccata d’ossigeno. Per GESIP si potrebbe applicare lo stesso principio sopradetto con in più l’utilizzo delle economie di gestione, circa 4 milioni di uero, ricavati da mutui già estinti.
E’ chiaro che non chiediamo sacrifici a nessuno ma, nell’ottica della riorganizzazione aziendale e quindi della tutela delle aziende e dei lavoratori, possiamo trovare economie in più per garantire futuro e non per pagare solo debiti. Infine leggiamo positivamente l’apertura ad un’analisi del nostro piano da parte delle altre forze politiche presenti oggi alla conferenza stampa. Questo finalmente può essere un nuovo inizio per il consiglio comunale.


by faber, Thursday, 07 January 2010 17:33 Comments(0), Read all
 
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Tuesday, 09 February 2010 10:04

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Petrolio: poco mosso a 71,78 dlr
Greggio perde 11 cent rispetto a ieri

Cambi: euro in rialzo sopra 1,37 dlr
Nei primi scambi sui mercati valutari europei



 


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