MUNICIPIO DI PALERMO “CITTA’ PER LA PACE” Gruppo Consiliare ITALIA DEI VALORI Tel: 0917402313 – 10 Fax: 091/6113252
Al Sindaco On. Avv. Diego Cammarata 091333267 Al Vice Sindaco On. Francesco Scoma 0917405931 All’Assessore al Patrimonio Ing. Giovanni di Giovanni 091 7406404 All’Assessore agli Interventi abitativi Roberto Clemente 091 7402870 All’Osservatorio Comunale per l’emergenza abitativa c/o Ufficio Interventi abitativi 0917403017
Prot. n. 76 del 17/02/2010
Oggetto:diffida assegnazione beni ad uso abitativo confiscati alla mafia a soggetti differenti da quelli in emergenza abitativa.
Se c’è una cosa che sto imparando giorno dopo giorno e che con Voi la chiarezza non è mai abbastanza e che non bisogna dare per scontata perfino l’applicazione delle norme.
Quindi sento la necessità, per evitare eventuali alibi interpretativi, di integrare la Ns. nota prot. n° 65 del 08 febbraio 2010 in cui si richiedeva l’urgente reperimento di immobili confiscati alla mafia per uso abitativo da destinare ai soggetti che versano in gravi condizioni di emergenza abitativa, cioè un “semplice” richiamo al regolamento.
Per essere chiari ed inequivocabili: diffido codesta Amministrazione a non procedere all’assegnazione di beni ad uso abitativo confiscati alla mafia o in possesso del patrimonio a soggetti differenti da quelli che si trovano in stato di grave disagio abitativo. Definiremmo deplorevole – data l’entità dell’emergenza – nonché colpevole qualsiasi atto amministrativo che preveda l’assegnazione di alloggi ad associazioni o enti. Queste ultime infatti possono avvalersi del consistente numero di locali non ad uso abitativo in disponibilità dell’Amministrazione comunale.
Conseguentemente, qualora ci fossero state in questi giorni assegnazioni di immobili confiscati a soggetti differenti da quelli in emergenza abitativa, riteniamo doveroso, etico, morale e corrispondente al raggiungimento del diritto alla casa (che ogni amministrazione dovrebbe garantire) procedere alla revoca di tali assegnazioni.
Il regolamento interventi abitativi (approvato nel 2008) prevede infatti all’art. 26 bis (frutto delle innumerevoli battaglie del centro sinistra e dei movimenti cittadini) che gli alloggi confiscati devono essere assegnati prioritariamente ai nuclei familiari che abbiano un grave disagio alloggiativo.
Ogni assegnazione difforme al su indicato dettato regolamentare sarà oggetto di una nostra azione legale.
Mi sembra assurdo dover continuare a ribadire norme regolamentari e richiamare l’Amministrazione attiva alla loro doverosa applicazione ma come dicevano gli antichi “melius abundare quam deficere”.
Per rientrare nella legalità regolamentare pertanto diffido le SS.LL. ad essere consequenziali con quanto da me espresso e a comunicare agli uffici competenti le Vostre indicazioni in merito.
Si rimane in attesa di un sollecito riscontro.
Il Capogruppo Fabrizio Ferrandelli
uno dei tanti momenti di lotta degli anni scorsi a fianco dei senza casa di Palermo - Cattedrale occupazione 2008
La cittadinanza però non si è accorta neanche che il mandato era cominciato.
Il lavoro del Difensore Civico Tito è stato caratterizzato da un’assoluta assenza e lontananza dai bisogni della gente, di una Palermo costantemente vessata da questa amministrazione.
Mi auguro che il nuovo Difensore possa essere eletto dal Consigilio Comunale (come da normativa) e non nominato dalla Regione; ma soprattutto, che possa essere realmente competente e attivo nel difendere i diritti dei palermitani.
I cittadini più deboli, al di là delle repliche o dei servizi tv, troveranno sempre noi come interlocutori onesti, disinteressati e corretti. Non è un caso se le prime telefonate di rabbia, dopo il servizio di ieri di “Striscia la notizia”, mi siano arrivate proprio dai senza casa del campo container e di Piazza Guzzetta, indignati per aver visto offendere gli unici che in questi lunghi anni li hanno tutelati e difesi: non basta un servizio tv per essere davvero vicini alla gente.
Chi c’era quando hanno cercato di sgomberarli un anno fa e quando bisognava provvedere ai tanti bisogni? Oltre le telecamere, gli interlocutori veri restano.
Io preferisco stare dalla parte di chi costruisce una nuova Palermo.
Quanto all’ordine del giorno approvato l’altra sera in Consiglio: non basta citare poche parole fuori contesto per capire il senso delle modifiche che abbiamo preteso dopo lunghe riflessioni. Votare questo ordine del giorno è stato un atto che ci è pesato, ma che era necessario per negare al Sindaco e alla Giunta l’ennesima scusa per la loro inattività.
Perchè, per esempio il servizio diceva che tra le modifiche tra il primo e il secondo Odg c’era una mia aggiunzione importante sull’adozione di “provvedimenti utili e necessari allo smantellamento dei containers e di tutti quei siti che non abbiano le condizioni igienico-sanitarie a norma”? Perchè si è taciuto di come abbiamo impedito che le assegnazioni di potessero avvenire al di fuori delle graduatorie?
A me le polemiche non interessano. Gli anni di impegno per Palermo e per i senza casa parlano da soli.
Ieri notte abbiamo votato in Comune un ordine del giorno per risolvere il problema del campo containers e delle famiglie senza casa di piazza Guzzetta.
Quell’ordine del giorno non avremmo dovuto nemmeno presentarlo.
In realtà il Sindaco avrebbe avuto di per sè l’autorità, i mezzi e i poteri per risolvere i “problemi” che ha lui stesso creato.
La cosa grave è che nonostante le nostre ripetute denunce negli anni, soltanto ieri, dietro pressione di “Striscia la Notizia”, l’amministrazione ha deciso di rimuovere la causa della propria “vergogna”.
Ieri avremmo potuto non votare nessun ordine del giorno diffidando semplicemnte il Sindaco con una nota a compiere il proprio dovere.
Ma per non mettere a rischio il buon esito della soluzione della vertenza di queste 28 famiglie ho deciso di restare in aula (così da non dare eventuali ulteriori alibi alla loro inadempienza e mancanza di dignità) e di cercare una mediazione (pesante come un giagantesco rospo da ingoiare) con tutte le forze politiche affinchè si raggiungesse un voto unanime su un ordine del giorno (che ha un mero valore politico e non legale) che impegnasse il Sindaco a fare il Sindaco: cioè a levare le famiglie dal campo containers e da piazza Guzzetta e per dar loro un tetto vero.
per non mettere a rischio il buon esito della soluzione della vertenza di queste 28 famiglie (così da non dare eventuali ulteriori alibi alla loro inadempienza e mancanza di dignità) (pesante come un giagantesco rospo da ingoiare) (che ha un mero valore politico e non legale)
Il Sindaco è la prima autorità sanitaria cittadina ed ha potere di protezione civile. In soldoni: può disporre (ne ha il dovere e l’obbligo morale) quando vuole, senza passare dal Consiglio e da nessun altro organo, che le famiglie che vivono in gravi condizioni igieniche e di pericolo vadano sotto un tetto vero fornito dal Comune stesso (con patrimonio proprio o confiscato alla mafia).
Ieri non ha prevalso in me il senso della politica ma il senso di responsabilità nei confronti di uomini e donne e dei loro bambini.
Ieri notte il Sindaco ha voluto che una inutile quanto schifosa “messa in scena” avesse luogo (Consiglio Comunale) così da poter dire di non aver potuto negli anni risolvere il “problema” soltanto perchè il consiglio non lo aveva messo in condizioni di risolverlo.
Tutto questo come se le mie interrogazioni e le denunce di 3 anni fa, per i 200 mila euro spesi nella creazione di un lager comunale (il campo container) e le reiterate denunce sulla mancata soluzione dell’emergenza casa non ci fossero mai state.
Come se più di una volta non fosse stato messo in mora dai nostri atti in Consiglio Cmunale.
Come se io 2 anni fa non avessi occupato (con molte delle famiglie del campo containers) per 40 giorni il Comune proprio per denunciare il grande disagio sociale di queste famiglie e la mancanza della politica abitativa in città.
Ieri il Sindaco ci ha voluto umiliare gratuitamente e vessare obbligandoci per la soluzione della vertenza ad un voto d’aula.
Io da UOMO, non da politico, non me ne sono vergognato ed anzi ne sono stato fiero.
Sono stato fiero perchè ho agito avendo come unico fine il bene di altri esseri umani e non grigie ragioni di partito o di opportunità politica.
C’è chi ha ritenuto questo comportamento non etico e non corretto politicamente ma per me è stata una delle poche cose che hanno dato moralità e dignità alla mia esistenza.
Tanti anni fa i nostri contadini, vessati dai potenti di turno (a volte nonni di questi amministratori di oggi), occupavano le terre opponendosi alla grande ingiustizia (normata con legge) del latifondo.
Le occupazioni di allora furono lo strumento per ottenere la riforma agraria e quindi la redistribuzione dei beni e la base per il raggiungimento della giustizia sociale.
In nome della legalità si stanno compiendo in questa terra le porcate più grandi.
E’ legale prendere incentivi statali e poi licenziare migliaia di lavoratori (FIAT).
E’ legale portare i capitali provenienti dal malaffare e dal riciclaggio internazionale in Italia attraverso lo scudo fiscale.
E’ stato legale prendere accordi con prestanome dei boss e decidere i tariffari regionali delle prestazioni sanitarie private e poi farli applicare… e potrei non finire….
E’ stato legale per il Sindaco Cammarata nel 2003 non offrire una soluzione abitativa per i 32 sudanesi richiedenti asilo tanto da delegare il Laboratorio Zeta dell’accoglienza. Dal 2003 infatti il Comune paga a Zeta le bollette dell’acqua mensilmente , dopo averne riconosciuto con nota uffiale il grande valore sociale (delegandoli così di un problema che oggi come allora non ha saputo risolvere) dietro indicazione del Prefetto di allora.
E’ legale per un’amministrazione non dare una casa ai senza casa. E’ legale non garantire l’assistenza ai disabili o agli anziani. E’ legale non pagare per 13 mesi le comunità alloggio per minori e anziani. E’legale dare agli amici i beni confiscati alla mafia. E’legale perfino dare finanziamenti ad associazioni di amici senza bando pubblico.
A questo modo di intendere la legalità io mi oppongo e mi opporrò sempre, accogliendo come un nipote il testamento morale di chi occupava le terre contro lo strapotere dei latifondisti di allora.
, accogliendo come un nipote il testamento morale di chi occupava le terre contro lo strapotere dei latifondisti di allora.Quando in un paese democratico lo Stato dice che si è ripristinata la legalità e dall’altra parte c’è la gente che grida all’ingiustizia significa che la democrazia stesso è in pericolo.
Viviamo oggi in un paese in cui le regole sono state sovvertite!
LA VERA LEGALITA’ STA NEL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E CIVILI!
Per restare in tema di giustizia: esiste giuridicamente “LO STATO DI NECESSITA’ “. Stato di necessità è quello in cui da 6 giorni di non risposta le istituzioni hanno costretto i ragazzi sudanesi. Questo rende giuridicamente LEGITTIMI comportamenti che altrimenti non lo sarebbero. LA RIOCCUPAZIONE DELLO ZETA, dettato da questo stato di necessità ( necessità sanitaria, necessità di un tetto sotto il quale dormire, necessità del semplice bisogno di meritarsi una risposta certa) è un atto comprensibile, legittimato e di forte riappropriazione di dignità e di diritto all’esistenza.
Non può accadere che in democrazia si assista ad una non risposta istituzionale a gravi disagi sociali. questa è illegalità. Sono dalla parte di Zeta, lo ero ieri e lo sono oggi più di ieri. Quando delle leggi sono ingiuste e inumane e nella loro ibrida applicazione rischiano di rendere ingiusto e inumano anche te stesso e la morale comune di una cittadinanza allora si ha il dovere civico di combatterle, contrastarle e chiederne la non applicazione. L’illegalità sta a monte, non a valle. L’illegalità è quella di un’amministrazione che nega spazi di aggregazione e accolgienza culturale e sociale e che agevola associazioni amiche per scalzare chi con il proprio lavoro è scomodo avversario. Così stanno i fatti ed io ho scelto da che parte stare…
byfaber, Sunday, 21 February 2010 19:54, Comments(0)